Territorio - Pro loco Perfugas
 

Perfugas

Perfugas

Perfugas

Situato in provincia di Sassari, il comune conta 2.486 abitanti (cens. 2011  http://www.istat.it) che in gran parte resiedono nel centro, mentre altri risiedono nell’agro (frazioni Lumbàldu, Sas Tanchittas, Falzìttu, Campos d’Ùlimu, Mudditonàlza, Sa Contra, Sas Contrèddas e nuclei minori).
 

Dista 15 km  dal mare (Golfo dell’Asinara), 46 Km da Sassari, 70 km da Olbia e Porto Torres, 80 km da Alghero.

 La sanità fa riferimento a un poliambulatorio zonale, una farmacia, un’organizzazione volontaria di pronto soccorso (A.V.I.S.) collegata col servizio 118, un ambulatorio pediatrico, esercitano diversi medici specialisti e veterinari.

 Sono presenti tutti i gradi dell’istruzione obbligatoria (2 scuole materne, scuola elementare e media) e un istituto d’istruzione superiore.

Grazie alla ricchezza di testimonianze archeologiche, Perfugas ospita una sede staccata della Soprintendenza Archeologica per le province di Sassari e Nuoro e un Museo Civico Archeologico-Paleobotanico (MAP).
L’ospitalità e la ristorazione possono contare su un albergo, una pensione e alcuni ristoranti, pizzerie e rosticcerie. Nei dintorni, inoltre, sono attivi alcuni esercizi agrituristici.
Il culto viene praticato nella chiesa parrocchiale di S. Maria degli Angeli che ospita una sezione del Museo Diocesano di Arte Sacra col grandioso retablo cinquecentesco di San Giorgio. Sono officiate anche le chiese della Santa Croce, S. Giovanni, la cappella di Mater Purissima e le chiese rurali di Santa Vittoria, Sant’Anna (Lumbaldu) e Sant’Antonio (Sa Contra). 


http://www.lamiasardegna.it/files/perfugas-erula.htm


Storia & Archeologia

Storia & Archeologia

L’abitato. Al centro dell’abitato è inserito un pregevole templio a pozzo realizzato con blocchi calcarei, databile agli ultimi secoli del II millennio a.C. ( Pozzo Sacro Predio Canopoli). Esso sorgeva nel contesto di un insediamento protosardo che fa di Pérfugas uno dei pochissimi insediamenti dotati di un “centro preistorico”.
Dell’età romana sono da ricordare gli avanzi di un ponte a sette arcate e tratti di strada lungo gli antichi tracciati che univano le città di Tibula, Olbia e Carales. Alcuni reperti, costituiti da epigrafi e miliari, sono custoditi nel museo locale. Vi sono alcuni che collocano in corrispondenza di Pérfugas l’antico insediamento di Ericium che probabilmente sorgeva in località Monterenu. In realtà il toponimo Pérfugas corrisponde al latino pérfugae ‘fuggiaschi, profughi, immigrati’, significato perfettamente aderente all’odierno blasone accudìdos ‘immigrati’, ‘accorsi’ e al suo peggiorativo accudidìtzos ‘raccogliticci’ che è da collegare all’antica popolazione protosarda dei Bàlari, un tempo stanziata proprio in Anglona e nel confinante Monteacuto.
I rioni storici dell’abitato insistono su preesistenze medioevali tra le quali i documenti e la tradizione ricordano una torre trecentesca (Sa Turre) appartenuta a Percival Doria, signore dell’Anglona; un’altra torre di minori dimensioni detta Sa Turritta e un complesso edilizio che viene ricordato come Palattu de sos Doria ‘Palazzo dei Doria’.
Tra le emergenze più significative è da ricordare il Palazzo del Capitolo (secc. XVI-XVII) che fronteggia la chiesa parrocchiale.

 

  • Luoghi e siti da visitare : Museo archeologico-paleobotanico (via Sauro), Pozzo sacro "Predio Canopoli" ( fronte chiesa parrocchiale), chiesa parrocchiale: Santa Maria degli Angeli con al suo interno il museo diocesano e l'antico retablo di San Giorgio del XVI sec. ( nella chiesa di San Giorgio è stata sistemata una riproduzione del retablo!!), Santa Maria de Foras, Santa Croce, San Giovanni, San Giorgio ( chiesa campestre, vicina al paese. dopo un lungo periodo di restaurazione, nel 2012 è stato inaugurato l'edificio conosciuto come "domo de s'eremitanu" che oggi ospita una mostra fotografica), infine, non ultima come importanza ma per agibillità, il sito della foresta pietrificata.


http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=24761&v=2&c=2488&c1=2126&t=1

Chiese

Chiese

  •  Santa Maria de Foras:  Situata presso il limite orientale dell'abitato, sorge l'antica parrocchiale "Santa Maria de Foras", chiesa romanica originariamente mononavata restaurata di recente. La sua costruzione è attestata da un’epigrafe del 1160. Di particolare pregio è il monumentale portale dicromo, costruito con blocchi bianchi e rossi disposti a scacchiera, che è il più antico dell’isola. Da questa chiesa proviene l’altare ligneo del 1750 attualmente collocato nel presbiterio della chiesa parrocchiale. (http://www.sardegnaturismo.it/it/punto-di-interesse/perfugas)

  • Santa Maria degli Angeli: Patrona del paese si festeggia il 2 Agosto. Composto dal presbiterio e da due cappelle laterali. Una tradizione locale tramanda che il nucleo originario de rimonti al periodo della signoria doriana sull’Anglona (1284-1409). La relativa antichità del nucleo originario della parrocchiale parrebbe confermata dall’esistenza, sotto il pavimento che precede il presbiterio, di una cripta funeraria a doppia volta. Le fattezze attuali dell’edificio consentono di collocarne la costruzione o la ricostruzione tra la seconda metà del ’500 e gli inizi del ’600. I quinque libri conservati nella sacrestia attestano che durante il Seicento la chiesa era già divenuta parrocchiale in sostituzione di S. Maria de Foras. Verso la fine del Settecento fu realizzato il campanile, per la costruzione del quale vennero reimpiegati i materiali di una delle due torri medioevali.

  • Santa Croce: Chiesa del '600, situata nella centralissima  via Garibaldi      

  • S. Giovanni: dalla quale prende nome l’omonimo quartiere sorto durante gli ultimi cinquant’anni. Festeggiamenti in onore del Santo 23-24 Giugno 

  • Cappella Mater Purissima: Annessa al ricovero anziani e ad un asilo gestito dalle religiose sorge nel rione Muntiju    

 

  • S. Giorgio Martire. La chiesa di S. Giorgio Martire sorge a poco più di un chilometro dall’abitato Attraversando via Cavallotti e proseguendo per via San Giorgio,  in direzione Nord. Fino al sec. XIX era più conosciuta col titolo di S. Giorgio de Ledda che alcuni attribuivano a un presunto villaggio che sarebbe esistito nella località; in realtà il titolo riflette quello del patrono della Catalogna, il megalomartire Sant Jordi de Lydda.

Costruita in posizione panoramica, in una zona trachitica, la chiesa fronteggia un nuraghe omonimo. Edificata entro il primo quarto del ’500, fu consacrata quasi certamente il 30 agosto 1528. Nel '600 la chiesa veniva ricordata come una delle più celebri del settentrino sardo.  Nel secolo scorso fu dichiarata monumento nazionale. Lungo il perimetro della corte che la racchiude si osservano le rovine di una serie di ambienti ( ormai in rovina) che per alcuni secoli ospitarono un piccolo insediamento formato da una decina di famiglie pastorali dedite alla conduzione degli armenti del santuario. Di queste rovine, senza dubbio il più vistoso è quello che viene chiamato "Su Conventu" o "Domo de S'eremitanu" ( che è stato ristrutturato nel corso degli ultimi anni ed inaugurato nel 2012... oggi è sede di una mostra fotografica relativa ad immagini della chiesa). 
All’interno della chiesa, caratterizzato da un’ampia navata racchiusa da eleganti arconi, spiccava il monumentale retablo ‘polittico’ cinquecentesco attribuito a un Maestro di Perfugas e articolato in 23 grandi tavole oltre ad altre 23 di minori dimensioni che rappresentano il ciclo della vita del Cristo, i santi titolari della chiesa (S. Giorgio) e della provincia ecclesiastica (S. Gavino) cui fanno corona figure di santi e di alti dignitari. Attualmente il retablo è custodito nella chiesa parrocchiale ( custodito all'interno del museo diocesano) mentre nel santuario è stata collocata una gigantografia.
Ai lati del presbiterio sorgono due altari architettonici dedicati a S. Margherita ( patrona di Laerru) e a S. Pancrazio. La presenza della statua di Santa Margherita riporta ad una forte relazione tra il villaggio di Laerru e il santuario di San Giorgio.  Il santo titolare si festeggia nella ricorrenza annuale (23 aprile) e il Lunedì dell’Angelo "Su Eneittu". Nei documenti resta testimonianza di grandi onoranze che si tenevano nell’anniversario della consacrazione (30 agosto)  che prevedeva una fiera e una spericolata àrdia.
(Maggiori informazioni sul Santuario di San Giorgio si possono trovare nel libro  scritto da : Mauro Maxia e Aldo Sari http://www.saribs.it/scheda.asp?id=SBS-978-88-8470-058-2&ver=it )

 



  • Santa Vittoria de su Sassu. Ecclesiasticamente appartiene alla parrocchia di Erula, amminisrativamente ricade nel territorio comunale di Perfugas, precisamente nelle frazioni di Campu d'ulimu e Mudditonalza. La chiesetta in stile  romanica  fu consacrata nel 1120, successivamente ampliata e riconsacrata nel 1329. Alcuni la confondono con la chiesa S. Vittoria di Gavazana, titolo che appartenne all’antica parrocchiale del villaggio di Gavazàna o Battàna che un tempo sorgeva tra Perfugas e Laerru.

Già situata nel territorio di Banzos, dopo l’abbandono di questo villaggio la chiesetta divenne il riferimento cultuale per gli abitanti dell’altopiano del Sassu che lentamente si ripopolò con immigrati di origine corsa provenienti dalla Gallura.
Il titolo di S. Vittoria del Sassu si rileva in una targa lignea del 1836 affissa all'interno della chiesa. Per un caso assai fortunato di questa chiesetta si conservano entrambi i documenti relativi alla consacrazione, avvenuta il 3 aprile 1120, e a una successiva riconsacrazione (3 aprile 1329). Il primo dei due documenti, una pergamena in scrittura carolina, è il più antico che si conservi in Sardegna. Da entrambi i documenti risulta che il monumento era cointitolato a S. Benedetto e S. Nicola, dati che ricordano, da un lato, il primo vescovo di Ampurias e, dall’altro, il fondatore della regola monastica alla quale forse risale la notizia tradizionale di un insediamento monastico; quest’ultimo è testimoniato anche da un fondo attiguo alla chiesa, detto ancora oggi Vignali di li Frati.
A livello archeologico numerosi conci squadrati di fattura medievale, provenienti dallo spoglio di edifici ora scomparsi, sono stati riutilizzati nella costruzione della cosiddetta Casa di l'eremitanu. Alcune tegole embrici di fattura medievale coprono tuttora la casetta del forno.
All’esterno dell’abside si osserva un’epigrafe che rappresenta la più antica documentazione della lingua corsa in Sardegna (sec. XV). Poco distante sorge un antico cimitero a fossa comune, detto localmente Lu Ciappittu.


(Altri riferimenti alle chiese presenti nel nostro territorio  si possono trovare nel testo :Mauro Maxia,  La diocesi di Ampurias; studio storico-onomastico sull'insediamento umano medievale.Chiarella-Sassari, 1997)
 

  • Sant'Anna: Loc Lumbaldu. Anche questa chiesa eccelsiasticamente appartiene alla parrocchia di Erula. Edificata nella seconda metà del '900.


L'economia

L'economia

Perfugas ha un’economia prevalentemente agricola.
Ancora oggi l’economia si basa sulle attività pastorali ed agricole che grazie all'irrigazione, anche se non utilizzata al pieno delle sue potenzialità, produce colture cerealicole e foraggiere.
La crescita e l’eterogeneità della popolazione è dovuta infatti, non solo alla posizione geografica centrale del paese, ma soprattutto dai servizi che il paese offre, alla vitalità della sua industria: una scuola superiore, un consultorio familiare, tre supermercati e negozi di ogni genere, laboratori artigianali, la Cooperativa lattiero-casearia, etc.
Va segnalata inoltre la  crescita, anche da un punto di vista turistico, del centro il quale si pone l’ambizioso obiettivo di integrare i beni archeologici con l'agricoltura e con lo sfruttamento razionale del vicino invaso del Coghinas nonché di istituire un parco per la salvaguardia della Foresta pietrificata.
 

Prodotti Tipici

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